NICOLA MORANDINI
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Fil Rouge

Il "filo rosso" è inteso solitamente col significato di “filo conduttore”. Deve la sua origine all'attività marinaresca: per districare le gomene di una nave si seguiva un filo rosso che rendeva possibile separare l'una dall'altra le corde aggrovigliate.
Ma esiste anche una leggenda popolare orientale, "Il filo rosso del destino" (運命の赤い糸 Unmei no akai ito), secondo la quale ogni persona porta, fin dalla nascita, un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella. Il filo ha la caratteristica di essere indistruttibile: le anime prima o poi sono destinate ad incontrarsi e ad unirsi. Non importa il tempo che dovrà passare, gli eventi della vita o lo spazio che separa le due anime, perché il filo che le unisce non si romperà mai e nessuna circostanza potrà impedire alle due metà di incontrarsi.
Nel caso della dialisi domiciliare il filo rosso del destino si materializza e unisce una persona ad una macchina, in questo caso la sua anima gemella. Ma questo collegamento non si interrompe, continua virtualmente come un infinito gomitolo ad avvolgere tra le sue spire l'operatore, le attrezzature, l'enorme mole di materiale, le tubature, l'impianto elettrico, gli elettrodomestici, le note musicali, le scale, le porte, l'intera casa. Per cinque sere la settimana il tempo si ferma, il mondo resta fuori, il corpo si espande come le radici di un imponente albero, come le ife di un fungo, unendo tutti questi elementi in un unico enorme, benevolo, pulsante organismo.
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