NICOLA MORANDINI
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I miei corti_circuiti hanno una doppia valenza, un duplice significato.
Il primo riguarda la modalità con cui queste fotografie sono state realizzate: mi piace molto usare la fotografia come metodo di indagine e di studio del territorio, in modo quasi scientifico. Generalmente, quando so di dover passare qualche giorno in una zona che non conosco, scelgo a tavolino un piccolo circuito, un percorso circolare non troppo lungo. Scelgo sempre un percorso lontano dalle mete turistiche, marginale e di confine/transizione (tra il centro e la periferia, tra la periferia e la campagna). Sono generalmente le zone più ricche di elementi particolari, un po' come in ecologia le fasce di ecotono tra ambienti diversi sono quelle più ricche di specie, più resistenti ai cambiamenti, più disordinate e per questo più interessanti. Mi impongo di fotografare esclusivamente lungo questo corto circuito, senza preconcetti e senza un progetto ben definito, lasciandomi sorprendere da ciò che incontro.
Il secondo significato ha a che fare con l'immaginazione: spesso le fotografie fanno scattare in chi le guarda o in chi le fa, una scintilla, generata da un corto circuito mentale che ci porta a vedere nelle cose ordinarie elementi diversi, surreali o straordinari. A volte basta cambiare prospettiva o livello di scala...e le cose ci appaiono immediatamente con forme e significati completamente differenti. Spesso, inoltre, editando le fotografie mi accorgo di ritrovare piccole sequenze circolari di 3-4 immagini, in cui è possibile cogliere un legame involontario, dove elementi simili si richiamano tra loro anche inconsciamente.
"Ora si aprivano nuovi sentieri neri ancora da inventare, fuori dalla mappa. Fughe, ripiegamenti, passi di lato, lunghe assenze punteggiate di silenzi e nutrite di visioni. Una strategia della ritrattazione. Ogni lunga marcia sembra salvifica. Ci si mette in cammino, si va avanti cercando delle prospettive tra i rovi, si evita un villaggio. Si trova un riparo per la notte: i sogni risarciscono della tristezza del giorno. Si sceglie di vivere nel bosco, ci si addormenta cullati dal verso delle civette; al mattino si riparte di slancio nell'erba alta... Allora si torna a casa, liberi dall'insetto che ci pungeva il cuore, mondati da ogni pena, di nuovo in piedi. Dovremmo sempre rispondere all'invito delle carte, credere alle loro promesse, traversare il paese e sostare qualche minuto, al confine del territorio per chiudere i capitoli infausti." Sylvain Tesson, "Sentieri neri".

- Un'intervista a cura di Allegra Baggio Corradi, apparsa su Franzmagazine, giugno 2016
- Un'intervista webcast con Salvatore Picciuto di myphotoportal.com relativa ai corti_circuiti
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https://www.nicolamorandini.it/il_progetto-r10021
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