NICOLA MORANDINI

Lupita's Project!

L'amico Alessandro Ducoli ha rispolverato ieri un vecchio articolo sui Lupita's Project! Lo ripropongo anch'io, perchè mi ricorda una serata speciale ed un progetto fotografico e musicale che mi è rimasto nel cuore.
"Il rock’n’roll e la vampata della passione, il bisogno e l’urgenza del colore che erutta, la dannazione e l’energia che rotola nei suoni delle chitarre e vibra nell’aria, che accerchia come un’aureola boreale le visioni incalzanti di questo nostrano Bukowski delle alpi bresciane; chiodi battenti infissi nelle stigmate di un lirismo arroventato in bicchieri di fughe e redenzioni… il potere salvifico del rock’n’roll, le ginocchia sbucciate del bambino che casca dalla sua biciclettina blu e si rialza per ritornare di corsa a pedalare. E le canzoni direte voi? quelle dovete ascoltarvele e che ognuno scopra i propri chiodi, i panorami e i propri ologrammi. it’s only rock’n’roll!"
Claudio Giuliani

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Confini di Christian Martinelli

20-02-2018 22:53

tags: Confini, Christian Martinelli, The Cube,

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Confini” appartiene al ciclo di opere 00A, una serie di progetti decennali in cui l’artista utilizza la fotografia come mezzo, fine, o testimone di tematiche a lui care.
“La lunga striscia di sabbia” che Pier Paolo Pasolini realizzò nel 1959 ritraendo l’Italia da Ventimiglia a Trieste è una fonte di ispirazione del viaggio solitario lungo sei mesi che Martinelli ha intrapreso. Nell’arco di cinque anni ha percorso circa 20.000 chilometri, restituendo l’intero periplo dell’ Italia attraverso 70 immagini monotipo.
Le immagini sono realizzate con il “cubo”, un oggetto che è sia macchina fotografica progettata dell’ artista, sia opera installativa, che cattura e al contempo riflette il paesaggio.
“Confini” nasce dalla necessità che l’artista ha di confrontarsi con il tema dell’appartenenza a un territorio; come l’animale segna il “suo” spazio, delimitando il proprio confine così l’essere umano disegna linee su mappe geografiche. L’atto simbolico di posizionare il “cubo” all’interno del paesaggio al confine diventa per l’artista la modalità per tracciare il suo passaggio. Martinelli non concepisce il confine come “fine”, semmai come “inizio” e lo rappresenta con immagini, in cui le sue linee si amalgamano
Attraverso i lunghi tempi di esposizione la linea dell’ orizzonte si perde creando un continuum tra i tratti della morfologia del paesaggio reale. Rispetto a Pasolini, Martinelli sposta l’attenzione dal contesto antropologico a quello naturale dei “confini”. Non è dunque una rappresentazione documentaristica dei luoghi, bensì una riflessione, una ricerca intima della poetica del paesaggio. L’artista restituisce immagini dalle innumerevoli sfumature cromatiche, ascrivibili più a un dipinto che a una immagine fotografica. Come le marine astratte di Willelm Turner anche le immagini realizzate dall’ artista sono opere uniche e irripetibili.

Christian Martinelli

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Corti_circuiti sul Giornale di Brescia

09-02-2018 08:39

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"Prendi un chilometro quadrato: puoi stare certo che lì, ovunque tu sia, troverai qualcosa di esteticamente accattivante. E potrai scattare. Questo è ciò di cui è convinto Nicola Morandini, fotografo bresciano residente a Merano che fino al 28 febbraio, espone le sue opere allo studio d'architettura Dodici (via Quarto dei Mille 7, in città). "Soltanto un chilometro" esplora, come da titolo, le possibilità di scatto in una piccola porzione di territorio. Nei suoi lavori, tutti eseguiti in Romagna, le forme geometriche (l'incrocio, il bivio e la biforcazione) scaturiscono da elementi del paesaggio, dai colori tenui rinchiusi in cornici di dimensione ridotta (25x25). Piccoli anche i lavori in analogico della seconda serie, "Guardrail", una riflessione sull'elemento stradale che diviene astrazione. Dopo una prima immagine esplicativa, il freddo guardrail diventa irriconoscibile ed evocativo, e rimanda a qualcos'altro di decisamente più sentimentale rispetto all'impersonale pezzo di ferro sul ciglio della strada. Nella terza selezione due grandi scatti della serie "Merano mon amour", lavoro commissionato dall'omonima città a tre fotografi residenti ma non autoctoni. Uno sguardo laterale sui luoghi in cui si vive, che Morandini ha interpretato mutando il significato di ciò che vedeva. Le cassette di mele impilate diventano una parete da scalare, mentre la curatissima pensilina dell'autobus si trasforma in una accogliente sauna. La mostra è visibile su prenotazione allo 030.8373702 in orario di apertura dello studio (info www.dodiciarchitettura.it)."
Sara Polotti - Giornale di Brescia di Venerdi 09.02.2018

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Andrea Salvà - Le 100 Montagne

06-01-2018 18:24

tags: Andrea Salvà, le cento montagne, Ivigna, Ifinger,

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Hundred views of Mount Ifinger - Si chiude il 2017 e si apre il 2018 con due foto dell'amico Andrea Salvà, impegnato in un affascinante progetto: riprendere 100 volte il Monte Ivigna dal tetto di casa sua, sempre la stessa montagna ma in giorni diversi, ad ore diverse, in stagioni differenti. Sul suo sito potete iniziare ad intraverdere quello che sarà il risultato finale, con una serie di fotografie istantanee che anticipano quelle realizzate con il banco ottico. Dovremo pazientare ancora un po', ma ne varrà sicuramente la pena.

andrea

Afae

01-01-2018 14:01

tags: afae, werner gasser, franzmagazine,

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Una bellissima fotografia di Werner Gasser della serie "Afae" ha trovato il suo spazio in casa...
Da un articolo pubblicato su Franzmagazine nel novembre 2016, in occasione dell'esposizione presso la 00A Gallery di Merano: "Termine latino dall’etimologia incerta, Afae, nell’accezione di “polvere” è il titolo scelto da Werner Gasser per l’ultima mostra del calendario della 00A Gallery di Merano. Con un lavoro accostabile a quello della fotografia archeologica, il fotografo meranese ritrae una ricca dimora della cittadina termale, mentre si trova nel subbuglio del suo riassetto, in vista di una futura apertura al pubblico. Oggetti e arredi, come reperti, si trovano dove sono, senza concessione di posa in favore di camera".

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Inaugurata "corti_circuiti"

17-12-2017 21:47

tags: dodiciarchitettura, corti_circuiti,

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Ringrazio di cuore Stefania, Alice e Marco per avermi offerto l'opportunità di esporre le mie fotografie presso il loro bellissimo studio DoDiCi.
Ma devo anche ringraziarli per avermi dato l'opportunità di tornare a Brescia e di ritrovare molti amici che da troppo tempo avevo perso di vista. Vi assicuro che è stata un'emozione al quadrato.
Ho trovato molto interessante e stimolante questo connubio tra fotografia e architettura, intesi come processi creativi: quello fotografico e la progettazione. Anche con la fotografia ci troviamo di fronte ad un foglio bianco, quadrato o rettangolare, e dobbiamo fare delle scelte per gestirne all'interno oggetti, spazi, linee e punti, colori e ombre. E dobbiamo anche scegliere cosa includere nel foglio e cosa lasciare all'esterno. Dobbiamo fare scelte tecniche (strumenti e mezzi), a volte legate alle necessità, a volte dettate da una predilezione puramente affettiva e istintiva.
Apparentemente, esiste una differenza sostanziale tra una fotografia e un progetto: la fotografia "disegna" ciò che è, un progetto è un disegno di ciò che sarà. In realtà i punti in comune sono notevoli e quello più evidente è rappresentato dall'immaginazione che si insinua in diverse fasi, in differenti momenti dei due processi.
Ci vuole un po' di immaginazione anche per interpretare il titolo di questa esposizione: "corti_circuiti". Ha una doppia valenza, un duplice significato.
Il primo riguarda la modalità con cui queste fotografie sono state realizzate: mi piace molto usare la fotografia come metodo di indagine e di studio del territorio, in modo quasi scientifico. Generalmente, quando so di dover passare qualche giorno in una zona che non conosco, scelgo a tavolino un piccolo circuito, un percorso circolare non troppo lungo. Per esperienza, scelgo sempre un percorso lontano dalle mete turistiche, marginale e di confine/transizione (tra il centro e la periferia, tra la periferia e la campagna). Sono generalmente le zone più ricche di elementi particolari, un po' come in ecologia le fasce di ecotono tra ambienti diversi sono quelle più ricche di specie, più resistenti ai cambiamenti, più disordinate e per questo più interessanti. Mi impongo di fotografare esclusivamente lungo questo corto circuito, senza preconcetti e senza un progetto ben definito, lasciandomi sorprendere da ciò che incontro.
Il secondo significato ha a che fare con l'immaginazione, di cui si parlava prima: spesso le fotografie fanno scattare in chi le guarda o in chi le fa, una scintilla, generata da un corto circuito mentale che ci porta a vedere nelle cose ordinarie elementi diversi, surreali o straordinari. A volte basta cambiare prospettiva o livello di scala...e le cose ci appaiono immediatamente con forme e significati completamente differenti.
Foto: Anni Schwarz

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corti_circuiti

30-11-2017 22:10

tags: dodiciarchitettura,

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Venerdì 15 dicembre dalle ore 18:30 alle ore 21:30
DODiCI Architettura
Via Quarto dei Mille, 25128 Brescia
L’approfondimento artistico che quest’anno lo Studio DODiCI propone all’interno dei propri spazi riguarda il paesaggio, materia con la quale il mestiere dell’architettura si cimenta ogni qual volta il progetto richieda una relazione con l’intorno. Lavorare sul paesaggio significa rapportarsi con diverse scale, esercitando quello che Simmel definiva il “sentimento della distanza” e con una materia che è viva, mutevole e connotata da una forte carica identitaria e culturale. Per illustrare questo percorso, abbiamo pensato con Nicola Morandini di proporre una selezione di tre suoi progetti fotografici: Soltanto un chilometro – 2012, Guardrail – 2012, Sudtirolo Amore Mio – 2015, accomunati dalla dimensione quotidiana del paesaggio, scevra di caratteri di eccezionalità. Corti circuiti, luoghi a portata di mano, terreno di progetto e di riflessione estetica.
La mostra resterà aperta anche nei giorni successivi, fino al 28 gennaio, negli orari di apertura dello studio.

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La terra in prestito

29-10-2017 09:36

tags: Mairania 857, UPAD, Malles,

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Mairania 857 vi invita a un dibattito su agricoltura, turismo e visioni per l'economia a tre anni dal referendum anti-pesticidi di Malles.
Con Paul Köllensperger, consigliere provinciale M5S, il giornalista trentino Walter Nicoletti, Stefan Pircher, Associazione diplomati Laimburg, Gianluigi Salvador, attivista anti-pesticidi della zona del Prosecco, Ulrich Veith, Sindaco di Malles, e Helmuth Zanotti, product manager di IDM. Introduce e modera la serata la giornalista Katia De Gennaro. In collaborazione con Fondazione Upad.
Foto: Nicola Morandini

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700xM - Gli occhi di Merano

19-10-2017 15:36

tags: Andreas Marini, Vissidarte, Ost-West, 700xM,

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Per l’anno di celebrazioni dei 700 anni di Merano, le editrici della rivista culturale vissidarte, Katharina Hohenstein e Sonja Steger, hanno realizzato su iniziativa del Comune di Merano e con il supporto del club Est Ovest un progetto che porta sui manifesti della città i volti e i pensieri di 120 meranesi.
Dall’inizio del giubileo per i 700 anni di Merano, regolarmente ogni mese impressioni e immagini della città e dei suoi abitanti vengono stampate in forma di manifesti e affisse in venti diversi punti della città. Ma non sono state finora solo le persone residenti e gli ospiti a raccontare del proprio rapporto con Merano, bensì – a sorpresa – anche animali, piante, edifici. “Dietro e davanti all’obiettivo” è il tema scelto per i manifesti del mese di ottobre: a raccontare la città sono stavolta le fotografe e i fotografi che vivono in riva al Passirio. “Merano si manifesta – la parola alla città!” è un’iniziativa promossa dal Comune di Merano nell’ambito della rassegna 700xM e realizzata dalle curatrici della rivista vissidarte Katharina Hohenstein e Sonja Steger in collaborazione con il club est ovest e con il sostegno di numerosi meranesi.
Ho avuto il piacere di fotografare Andreas Marini (e di essere fotografato da lui), nel corso di una giornata molto divertente.

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Donau - 2017

04-08-2017 23:02

tags: donau, aschach, linz, chiusa, ottensheim, navigazione, corti_circuiti,

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Il Danubio (in tedesco Donau, ungherese Duna, slovacco e polacco Dunaj, croato Dunav, ucraino Дунай, bulgaro e serbo Дунав (Dunav), rumeno e moldavo Dunărea) è un fiume dell'Europa centro-orientale. Con 2.860 km è il secondo corso d'acqua più lungo del continente (dopo il Volga), e il più lungo fiume navigabile dell'Unione europea.
L'Austria possiede più di 350 km del corso del fiume sul suo territorio, che pone il paese al sesto posto fra i paesi rivieraschi. Praticamente tutti i fiumi del paese forniscono acqua al Danubio e quindi al Mar Nero.
Le fotografie si riferiscono al tratto che collega Aschach an der Donau con la città' di Linz, raggiungibile dopo circa 2 ore di tranquilla navigazione (con il passaggio obbligato della chiusa di Ottensheim, che consente il superamento di un dislivello di 12 metri in prossimità della diga dell'omonima centrale idroelettrica).

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Wels - 2017

Di ritorno da una piovosa settimana a Wels, in Alta Austria. Continua il progetto #soltantounchilometro, girovagando a caso in località sconosciute. In questo caso si tratta della campagna situata a nord del Castello di Puchberg.

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Continua il progetto Drei / 3 / III

03-07-2017 08:39

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Continua senza sosta la collezione di fotografia che hanno per soggetto il numero tre. La raccolta completa è visibile sulla pagina Tumblr.
Tre (cf. latino tres, greco τρεῖς, sanscrito tráyaḥ, gotico þreis, antico slavo trje, arabo thalātha) è il numero naturale che segue il 2 e precede il 4. E' un numero primo, è un numero perfetto totiente, è un numero triangolare e palindromo,...era il numero della mia maglia quando giocavo ad hockey. Insomma, è un numero che mi piace, che ritrovo ovunque e che mi diverto a "collezionare".

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Sonny in città

31-05-2017 15:07

tags: Redazione, Sonny, Centro per la Cultura, Mairania, Merano,

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Una foto della serie "RedAzione" è stata scelta dal Centro per la Cultura di Merano per pubblicizzare gli eventi cinematografici dell'estate 2017.

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Gigi Bortoli, l'osservatore discreto

15-05-2017 21:03

tags: Gigi Bortoli,

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Oggi ci ha lasciati Gigi Bortoli, amico fotografo, osservatore discreto. Lo conobbi nel 2008, quando lo intervistai per la rivista Cactus, restando rapito dalla sua simpatia, dalla sua semplicità, dalla sua gioia di vivere e dalla sua profonda umanità.

Il suo vero lavoro è sempre stato quello dell’ osservatore discreto, del cronista di una città particolare come Merano. ”Qui mi trovo perfettamente a mio agio, in questa terra ho le mie radici, sono sepolte le persone a me più care, questa terra voglio viverla nella sua totalità, muovendomi sempre senza barriere, né etniche, né culturali, né ideologiche”.
Il giradischi ora suona “Duerme, negrito”; la chitarra e la voce di Atahualpa Yupanqui ci portano a parlare di fotografia, un’altra delle infinite passioni di Gigi. La sua attività giornalistica lo ha condotto a fotografare centinaia di eventi, attraverso scatti dove la luce gioca un ruolo fondamentale (esposti a Merano in una recente mostra dal titolo “The Colours of Sound”). Mentre mi preparo a concludere questo viaggio, Gigi estrae dal cassetto un insieme di fogli: rappresentano un altro suo progetto, un libro “work in progress”, iniziato nel 1982 ed in continua evoluzione. Il libro prende spunto dalla sua stanza, una montagna di dischi, cassette, libri, fotografie...ogni elemento è una finestra virtuale aperta verso storie, ricordi e persone.
Prima di salutarci mi ricorda quanto detto da Fulvio Roiter nel corso di una sua conferenza a Merano ormai tanti anni fa: “Per fotografare bisogna conoscere bene il territorio fotografico che si vuole raccontare”. Pedalando verso casa penso che con Gigi possiamo stare tranquilli: l’osservatore discreto conosce molto bene la nostra città.

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Di nuovo a casa

13-05-2017 14:55

tags: Andrea Salvà, Christian Martinelli, 00A, Sardegna,

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Rientrato da poco dall'ennesimo "tuffo" in Sardegna, in compagnia degli amici fotografi Christian Martinelli e Andrea Salvà.
Un altro bellissimo viaggio che ci ha portati nuovamente nel Supramonte di Dorgali, per poi ripercorrere tutta la costa lungo la gloriosa SS125 "orientale sarda".

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