NICOLAMORANDINI

Corti_circuiti sul Giornale di Brescia

09-02-2018 08:39

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"Prendi un chilometro quadrato: puoi stare certo che lì, ovunque tu sia, troverai qualcosa di esteticamente accattivante. E potrai scattare. Questo è ciò di cui è convinto Nicola Morandini, fotografo bresciano residente a Merano che fino al 28 febbraio, espone le sue opere allo studio d'architettura Dodici (via Quarto dei Mille 7, in città). "Soltanto un chilometro" esplora, come da titolo, le possibilità di scatto in una piccola porzione di territorio. Nei suoi lavori, tutti eseguiti in Romagna, le forme geometriche (l'incrocio, il bivio e la biforcazione) scaturiscono da elementi del paesaggio, dai colori tenui rinchiusi in cornici di dimensione ridotta (25x25). Piccoli anche i lavori in analogico della seconda serie, "Guardrail", una riflessione sull'elemento stradale che diviene astrazione. Dopo una prima immagine esplicativa, il freddo guardrail diventa irriconoscibile ed evocativo, e rimanda a qualcos'altro di decisamente più sentimentale rispetto all'impersonale pezzo di ferro sul ciglio della strada. Nella terza selezione due grandi scatti della serie "Merano mon amour", lavoro commissionato dall'omonima città a tre fotografi residenti ma non autoctoni. Uno sguardo laterale sui luoghi in cui si vive, che Morandini ha interpretato mutando il significato di ciò che vedeva. Le cassette di mele impilate diventano una parete da scalare, mentre la curatissima pensilina dell'autobus si trasforma in una accogliente sauna. La mostra è visibile su prenotazione allo 030.8373702 in orario di apertura dello studio (info www.dodiciarchitettura.it)."
Sara Polotti - Giornale di Brescia di Venerdi 09.02.2018

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Inaugurata "corti_circuiti"

17-12-2017 21:47

tags: dodiciarchitettura, corti_circuiti,

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Ringrazio di cuore Stefania, Alice e Marco per avermi offerto l'opportunità di esporre le mie fotografie presso il loro bellissimo studio DoDiCi.
Ma devo anche ringraziarli per avermi dato l'opportunità di tornare a Brescia e di ritrovare molti amici che da troppo tempo avevo perso di vista. Vi assicuro che è stata un'emozione al quadrato.
Ho trovato molto interessante e stimolante questo connubio tra fotografia e architettura, intesi come processi creativi: quello fotografico e la progettazione. Anche con la fotografia ci troviamo di fronte ad un foglio bianco, quadrato o rettangolare, e dobbiamo fare delle scelte per gestirne all'interno oggetti, spazi, linee e punti, colori e ombre. E dobbiamo anche scegliere cosa includere nel foglio e cosa lasciare all'esterno. Dobbiamo fare scelte tecniche (strumenti e mezzi), a volte legate alle necessità, a volte dettate da una predilezione puramente affettiva e istintiva.
Apparentemente, esiste una differenza sostanziale tra una fotografia e un progetto: la fotografia "disegna" ciò che è, un progetto è un disegno di ciò che sarà. In realtà i punti in comune sono notevoli e quello più evidente è rappresentato dall'immaginazione che si insinua in diverse fasi, in differenti momenti dei due processi.
Ci vuole un po' di immaginazione anche per interpretare il titolo di questa esposizione: "corti_circuiti". Ha una doppia valenza, un duplice significato.
Il primo riguarda la modalità con cui queste fotografie sono state realizzate: mi piace molto usare la fotografia come metodo di indagine e di studio del territorio, in modo quasi scientifico. Generalmente, quando so di dover passare qualche giorno in una zona che non conosco, scelgo a tavolino un piccolo circuito, un percorso circolare non troppo lungo. Per esperienza, scelgo sempre un percorso lontano dalle mete turistiche, marginale e di confine/transizione (tra il centro e la periferia, tra la periferia e la campagna). Sono generalmente le zone più ricche di elementi particolari, un po' come in ecologia le fasce di ecotono tra ambienti diversi sono quelle più ricche di specie, più resistenti ai cambiamenti, più disordinate e per questo più interessanti. Mi impongo di fotografare esclusivamente lungo questo corto circuito, senza preconcetti e senza un progetto ben definito, lasciandomi sorprendere da ciò che incontro.
Il secondo significato ha a che fare con l'immaginazione, di cui si parlava prima: spesso le fotografie fanno scattare in chi le guarda o in chi le fa, una scintilla, generata da un corto circuito mentale che ci porta a vedere nelle cose ordinarie elementi diversi, surreali o straordinari. A volte basta cambiare prospettiva o livello di scala...e le cose ci appaiono immediatamente con forme e significati completamente differenti.
Foto: Anni Schwarz

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corti_circuiti

30-11-2017 22:10

tags: dodiciarchitettura,

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Venerdì 15 dicembre dalle ore 18:30 alle ore 21:30
DODiCI Architettura
Via Quarto dei Mille, 25128 Brescia
L’approfondimento artistico che quest’anno lo Studio DODiCI propone all’interno dei propri spazi riguarda il paesaggio, materia con la quale il mestiere dell’architettura si cimenta ogni qual volta il progetto richieda una relazione con l’intorno. Lavorare sul paesaggio significa rapportarsi con diverse scale, esercitando quello che Simmel definiva il “sentimento della distanza” e con una materia che è viva, mutevole e connotata da una forte carica identitaria e culturale. Per illustrare questo percorso, abbiamo pensato con Nicola Morandini di proporre una selezione di tre suoi progetti fotografici: Soltanto un chilometro – 2012, Guardrail – 2012, Sudtirolo Amore Mio – 2015, accomunati dalla dimensione quotidiana del paesaggio, scevra di caratteri di eccezionalità. Corti circuiti, luoghi a portata di mano, terreno di progetto e di riflessione estetica.
La mostra resterà aperta anche nei giorni successivi, fino al 28 gennaio, negli orari di apertura dello studio.

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