NICOLAMORANDINI

Teatrodanza

Il teatrodanza non è un genere del balletto né una corrente vera e propria, ma si è contraddistinto come un fenomeno alquanto complesso della coreografia del Novecento affermatosi nella Germania occidentale ai principi degli anni settanta, specie ad opera dei cinque antesignani del Tanz Theater tedesco: Pina Bausch (la più nota esponente del gruppo), Reinhild Hoffmann, Susanne Linke, Gerhard Bohner e Hans Kresnik.
Ho avuto l'opportunità di seguire, anche se per poche ore, l'affascinante attività di Anita De Bastiani con un gruppo di bambine dai 6 agli 8 anni, presso la bellissima Gartensaal della storica tenuta Schloss Baslan a Cermes (Bz).

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Meran im Plakat | Merano si manifesta

12 temi, 20 cartelloni sparsi per tutta la città e una marea di spettatori: questa è stata "Merano si manifesta-Meran im Plakat". Il progetto realizzato nel 2017 in occasione del 700º anniversario del primo ordinamento civico di Merano e promosso dal Comune di Merano ha voluto dare immagini e voci ad abitanti - umani, animali e vegetali - e ad edifici della cittadina sul Passirio. Si è cercato di rispecchiare attraverso le foto la ricchezza culturale e umana di Merano. Questa pubblicazione raccoglie tutte le immagini, le parole e le emozioni della città che così si "manifesta": un racconto cittadino, girando per la città nell'intero arco di un anno.

Im Rahmen des 700-Jahre-Jubiläums der Stadt Meran entstand Plakat-Projekt Meran im Plakat – Merano si manifesta. Es erzählt 120 Geschichten von Bewohnern und Bewohnerinnen, Gebäuden, Tieren und Pflanzen der Passerstadt.
Es kommen weniger die bekannten Protagonisten vor, sondern vielmehr jene, die seltener an Licht der Öffentlichkeit gelangen: Der Hirschhornkäfer aus der Serie heimische Haus- und Wildtiere, oder die reizende Rosa, die von der Einrichtung Pastor Angelicus betreut wird und wie die schöne Rosa Banksiae, die immer wieder für Verwechslungen sorgt, aber im Rahmen der Plakate auch im kalten Herbst auf den Plakaten erblühte.
Dieser Bildband versammelt alle Plakatmotive, die durch literarische Beiträge und Hintergrundgeschichten ergänzt und bereichert werden.

Editore: Alpha & Beta
A cura di: K. Hohenstein, S. Steger
Data di Pubblicazione: dicembre 2018
EAN: 9788872233092
ISBN: 8872233097
Pagine: 120
Formato: brossura

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The Cube

E' stato pubblicato il cortometraggio/documentario sul progetto fotografico di Christian Martinelli, girato da Mauro Podini della Helios. Ho avuto la fortuna di assistere alle riprese a Rosignano Solvay, qui potete vedere alcune fotografie scattate in quell'occasione.

The "Cube" is basically an enourmous camera consisting of aluminium plates/mirror. This device, completely analog, is able to produce images of big dimensions and incomparable quality. The images are impressed directly on photographic paper with positive/positive Ilfochrome (ex Cibachrome) colours. Because of the very low sensibility of the paper and not having any intermediate processes, the images result of excellent quality, unique and non-recurring copies. At the same time the "Cube" is an installation of an object with big dimensions, but which, in spite of this, it is presenting itself in a discreet and light way inside the landscape that is hosting it. It reflects the images and at the same time it catches them.

6 days and 100 Km

13-06-2018 19:01

tags: Andrea Salvà, Gennargentu, Supramonte, Aldo Leopold,

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“There are some who can live without wild things and some who cannot.”

Con questa bellissima frase di Aldo Leopold, ecologo statunitense e fondatore della prima Area Wilderness mondiale, l'amico e fotografo Andrea Salvà inizia il dettagliato racconto fotografico della recente traversata del Gennargentu e del Supramonte in Sardegna. Qui potete ripercorrere le diverse tappe di questo affascinante percorso
Foto: Andrea Salvà

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Le Spiagge Bianche e il Cubo

Un fine settimana anomalo e surreale, in compagnia di Christian Martinelli e di Mauro Podini. L'occasione è quella di girare un breve cortometraggio sull'attività fotografica di Christian, in particolare il lavoro che lo ha portato a compiere il periplo delle coste italiane in compagnia del cubo, una sorta di camera oscura in formato gigante di 8 m3 che lo accompagna nel suo stile di vita itinerante. Il cubo è anche un’opera in sé, che tutto specchia e in essa si specchia. Le fotografie di Christian, proprio grazie a questo particolare dispositivo, sono tutti pezzi unici e in scala reale 1:1. L’iperdefinizione delle immagini è dovuta all’impiego di una carta fotografica rara prodotta sin da 65 anni fa oggi non più disponibile sul mercato.
Collocare il cubo nelle Spiagge bianche di Rosignano Solvay può regalare effetti molto particolari.
L'insolito colore della sabbia, motivo per cui la spiaggia viene paragonata alle coste tropicali, è conseguenza di anni di lavorazione e degli scarichi di carbonato di calcio da parte di un impianto del gruppo Solvay, situato a Rosignano Solvay, a circa un chilometro dalla costa. La sodiera, che risulta essere la più grande d'Europa,venne costruita nel 1912 nei pressi della spiaggia, cominciando la sua attività nel 1914, producendo, oltre il carbonato di sodio, acqua ossigenata, polietilene, cloruro di calcio, bicarbonato di sodio e acido cloridrico. A causa degli scarichi della Solvay, che includono vari inquinanti (tra cui un tempo anche il mercurio rilasciato in lavorazione attraverso l'impianto di elettrolisi del cloruro di sodio), le Spiagge Bianche sono tra le più inquinate d'Italia e la pesca nelle acque limitrofe è estremamente ridotta. Ciononostante, le Spiagge Bianche rimangono comunque una delle mete balneari più frequentate della Toscana.

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Brescia Photo Festival 2018 - Collezione Mario Trevisan

Nell'ambito del Brescia Photo Festival, questo fine settimana ho visitato alcune mostre. Quella che più mi ha colpito è PERCORSI PARALLELI. COLLEZIONE MARIO TREVISAN.
Mario Trevisan è il più grande collezionista di fotografia in Italia. Del suo amore per il collezionismo dice: “Parafrasando le parole del grande collezionista Roger Thérond, scomparso una decina di anni fa, possiamo dire che nel collezionismo esistono tre fasi distinte: la prima è animata dall’entusiasmo, dall’ardore: si ha paura di non ritrovare nel mercato certe immagini e si tende a comprare tutto, commettendo molti errori. La seconda fase è quella della ragione, dove ogni scelta è molto più ponderata e legata ad un progetto preciso. Il passaggio tra la prima e la seconda fase è lungo e faticoso, è necessario studiare, guardare e cercare. Infine arriva la terza ed ultima fase, quella del godimento, quando la nostra collezione ha ormai un’impronta precisa. Ecco, in questo momento io mi trovo nella zona di passaggio tra la seconda e la terza fase e sto cercando solo quelle immagini che, a parer mio, mi mancano”.
La mostra presenta cinquanta coppie di fotografie vintage identificate all’interno della collezione per offrire una lettura finalizzata alla ricerca di momenti d’incontro tra la fotografia storica e contemporanea, secondo un criterio di volta in volta riferito ai contenuti espressi, alle tecniche usate e ai soggetti fotografati.
Guardando le opere raccolte in quasi quarant’anni da Mario Trevisan ci si rende subito conto che il loro valore, l’importanza della loro autenticità e l’esclusività del loro messaggio risiedono non tanto negli autori rappresentati ma nello spirito con il quale sono state collezionate. Queste fotografie non sono altro che semplici comparse di una rappresentazione di cui Mario Trevisan è sceneggiatore, attore protagonista e regista. La collezione diventa archivio personale, ambito delle proprie passioni nel quale è sempre fascinoso addentrarsi per esplorare e trovare nuovi sentieri d’immagine.
Brescia Photo Festival

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Grande traversata del Gennargentu e del Supramonte

25-04-2018 19:14

tags: Sardegna, Gennargentu, Supramonte, Andrea Salvà,

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Anche quest'anno non ho saputo resistere al richiamo della magnifica Sardegna. Insieme ad Andrea Salvà, amico e fotografo, abbiamo percorso in 6 giorni ed in piena autonomia i 100 Km che caratterizzano la concatenazione di due grandi traversate, quella del Gennargentu e del Supramonte. Nel cuore della Sardegna, nella zona più impervia ed isolata, ci siamo lasciati catturare dal fascino arcaico e misterioso dell'isola, incontrando più mufloni che persone.

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00A Photography Project

La galleria meranese 00A presenta una mostra fotografica a cielo aperto / Die Meraner Galerie 00A präsentiert eine Fotoausstellung unter freiem Himmel
Presentazione progetto al pubblico / Vorstellung des Projektes für die Öffentlichkeit:
Martedì / Dienstag 01.05.2018, 11.00
Café Villa Bux, via Karl Wolf Str. 19, Meran/o
Durata della mostra / Dauer Der Ausstellung:
1. - 13.05.2018

A cura di / Kuratiert von Camilla Martinelli
Artisti / Künstler_innen: Ulrich Egger, Werner Gasser, Elisabeth Hölzl, Nicola Morandini, Andrea Salvà, Karin Schmuck, Benno Simma, Simon Perathoner, Riccardo Previdi, Anuschka Prossliner.

Testo IT
(segue in DE)
Ventuno spazi destinati alle affissioni pubbliche collocati tra via Otto Huber, via Karl Wolf, via Verdi e via Galilei a Merano, ospiteranno dal 1 al 13 maggio 2018 le opere fotografiche degli artisti Ulrich Egger, Werner Gasser, Elisabeth Hölzl, Nicola Morandini, Andrea Salvà, Karin Schmuck, Benno Simma, Simon Perathoner, Riccardo Previdi e Anuschka Prossliner.
Un’esposizione artistica per il pubblico e nello spazio pubblico, un modo per avvicinare l’arte alla quotidianità, un omaggio fotografico al vissuto di Merano pensato in conclusione dei festeggiamenti per i 700 anni della città.
Il progetto è una mostra a cielo aperto a cura di Camilla Martinelli, già curatrice della 00A Gallery, galleria nata del 2016 da un’idea dell’artista Christian Martinelli e l’associazione meranese 00A per valorizzare la fotografia altoatesina contemporanea.
In un momento di transazione per la lo spazio espositivo, in attesa dell’apertura presso nuova sede a Merano, è nata l’idea di incontrare il pubblico attraverso una mostra a cielo aperto con poster di grande formato affissi lungo le strade della città, nella zona dove probabilmente troverà nuova sede la galleria.
Alcuni interventi artistici di “00A Photography Project” sono esercizi della memoria, la rielaborazione di un vissuto tutto personale, altri riflettono in senso più ironico sull’identità della città, sul suo modo di pensarsi e rappresentarsi, altri si fanno chiavi di lettura che invitano a mettere in discussione l’esercizio quotidiano della visione, altri ancora giocano a portare allo scoperto scenari meranesi interni e nascosti.
Accostate le une alle altre, le fotografie di questi artisti consentono osservare diverse tendenze della fotografia artistica altoatesina dei nostri tempi. Le opere, pensate e realizzate appositamente per l’iniziativa, presentate tutte nel formato poster 200 x 200 cm, si inseriscono nello spazio pubblico come punti di sospensione alla frenesia urbana, come opere accessibili, e questo grazie a un medium, la fotografia, replicabile e adattabile a vari dispositivi visivi.
“00A Photography Project” sarà presentato al pubblico martedì 1 maggio 2018 alle ore 11.00 presso il Café Villa Bux, via Karl Wolf 19, Merano.

(DE)
Eine Reihe von großformatigen Fotografien werden vom 1. bis zum 13. Mai auf einundzwanzig Plakatflächen, in der O.Huberstraße, Verdistraße, K.Wolfstraße und Galileistraße in Meran, zu sehen sein. Autoren der Photos sind die Künstler Ulrich Egger, Werner Gasser, Elisabeth Hölzl, Nicola Morandini, Andrea Salvà, Karin Schmuck, Benno Simma, Simon Perathoner, Riccardo Previdi und Anuschka Prossliner.
Eine Kunstausstellung der etwas anderen Art, im öffentlichen Raum und frei zugänglich für alle, eine fotographische Hommage an Meran und sein Umfeld, gedacht als Nachtrag zu den Feierlichkeiten der 700 Jahre Meran.
Als Kuratorin konnte wiederum Camilla Martinelli gewonnen werden, die schon die 00A Gallery, die 2016 aus einer Idee von Christian Martinelli entstanden ist, und den Verein 00A, gegründet mit der klaren Aufgabe, die zeitgenössischen Fotographie im Land zu fördern, begleitet hat.
Die Idee, die Plakatflächen und den öffentlichen Raum als innovative Ausstellungsform zu nutzen, entstand als Übergangslösung bis zur Eröffnung des neuen Vereinssitzes.
Das Projekt “00A Photography Project” wird am 1. Mai 2018, um 11.00 Uhr beim Café Villa Bux, Karl Wolf Straße 19, Meran, dem Publikum vorgestellt.

Photo: Werner Gasser, Radical Humanity, 2018
Contatto stampa / Presse: kamilla.martinelli@gmail.com

Lupita's Project!

L'amico Alessandro Ducoli ha rispolverato ieri un vecchio articolo sui Lupita's Project! Lo ripropongo anch'io, perchè mi ricorda una serata speciale ed un progetto fotografico e musicale che mi è rimasto nel cuore.
"Il rock’n’roll e la vampata della passione, il bisogno e l’urgenza del colore che erutta, la dannazione e l’energia che rotola nei suoni delle chitarre e vibra nell’aria, che accerchia come un’aureola boreale le visioni incalzanti di questo nostrano Bukowski delle alpi bresciane; chiodi battenti infissi nelle stigmate di un lirismo arroventato in bicchieri di fughe e redenzioni… il potere salvifico del rock’n’roll, le ginocchia sbucciate del bambino che casca dalla sua biciclettina blu e si rialza per ritornare di corsa a pedalare. E le canzoni direte voi? quelle dovete ascoltarvele e che ognuno scopra i propri chiodi, i panorami e i propri ologrammi. it’s only rock’n’roll!"
Claudio Giuliani

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Confini di Christian Martinelli

20-02-2018 22:53

tags: Confini, Christian Martinelli, The Cube,

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Confini” appartiene al ciclo di opere 00A, una serie di progetti decennali in cui l’artista utilizza la fotografia come mezzo, fine, o testimone di tematiche a lui care.
“La lunga striscia di sabbia” che Pier Paolo Pasolini realizzò nel 1959 ritraendo l’Italia da Ventimiglia a Trieste è una fonte di ispirazione del viaggio solitario lungo sei mesi che Martinelli ha intrapreso. Nell’arco di cinque anni ha percorso circa 20.000 chilometri, restituendo l’intero periplo dell’ Italia attraverso 70 immagini monotipo.
Le immagini sono realizzate con il “cubo”, un oggetto che è sia macchina fotografica progettata dell’ artista, sia opera installativa, che cattura e al contempo riflette il paesaggio.
“Confini” nasce dalla necessità che l’artista ha di confrontarsi con il tema dell’appartenenza a un territorio; come l’animale segna il “suo” spazio, delimitando il proprio confine così l’essere umano disegna linee su mappe geografiche. L’atto simbolico di posizionare il “cubo” all’interno del paesaggio al confine diventa per l’artista la modalità per tracciare il suo passaggio. Martinelli non concepisce il confine come “fine”, semmai come “inizio” e lo rappresenta con immagini, in cui le sue linee si amalgamano
Attraverso i lunghi tempi di esposizione la linea dell’ orizzonte si perde creando un continuum tra i tratti della morfologia del paesaggio reale. Rispetto a Pasolini, Martinelli sposta l’attenzione dal contesto antropologico a quello naturale dei “confini”. Non è dunque una rappresentazione documentaristica dei luoghi, bensì una riflessione, una ricerca intima della poetica del paesaggio. L’artista restituisce immagini dalle innumerevoli sfumature cromatiche, ascrivibili più a un dipinto che a una immagine fotografica. Come le marine astratte di Willelm Turner anche le immagini realizzate dall’ artista sono opere uniche e irripetibili.

Christian Martinelli

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Corti_circuiti sul Giornale di Brescia

09-02-2018 08:39

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"Prendi un chilometro quadrato: puoi stare certo che lì, ovunque tu sia, troverai qualcosa di esteticamente accattivante. E potrai scattare. Questo è ciò di cui è convinto Nicola Morandini, fotografo bresciano residente a Merano che fino al 28 febbraio, espone le sue opere allo studio d'architettura Dodici (via Quarto dei Mille 7, in città). "Soltanto un chilometro" esplora, come da titolo, le possibilità di scatto in una piccola porzione di territorio. Nei suoi lavori, tutti eseguiti in Romagna, le forme geometriche (l'incrocio, il bivio e la biforcazione) scaturiscono da elementi del paesaggio, dai colori tenui rinchiusi in cornici di dimensione ridotta (25x25). Piccoli anche i lavori in analogico della seconda serie, "Guardrail", una riflessione sull'elemento stradale che diviene astrazione. Dopo una prima immagine esplicativa, il freddo guardrail diventa irriconoscibile ed evocativo, e rimanda a qualcos'altro di decisamente più sentimentale rispetto all'impersonale pezzo di ferro sul ciglio della strada. Nella terza selezione due grandi scatti della serie "Merano mon amour", lavoro commissionato dall'omonima città a tre fotografi residenti ma non autoctoni. Uno sguardo laterale sui luoghi in cui si vive, che Morandini ha interpretato mutando il significato di ciò che vedeva. Le cassette di mele impilate diventano una parete da scalare, mentre la curatissima pensilina dell'autobus si trasforma in una accogliente sauna. La mostra è visibile su prenotazione allo 030.8373702 in orario di apertura dello studio (info www.dodiciarchitettura.it)."
Sara Polotti - Giornale di Brescia di Venerdi 09.02.2018

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Andrea Salvà - Le 100 Montagne

06-01-2018 18:24

tags: Andrea Salvà, le cento montagne, Ivigna, Ifinger,

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Hundred views of Mount Ifinger - Si chiude il 2017 e si apre il 2018 con due foto dell'amico Andrea Salvà, impegnato in un affascinante progetto: riprendere 100 volte il Monte Ivigna dal tetto di casa sua, sempre la stessa montagna ma in giorni diversi, ad ore diverse, in stagioni differenti. Sul suo sito potete iniziare ad intraverdere quello che sarà il risultato finale, con una serie di fotografie istantanee che anticipano quelle realizzate con il banco ottico. Dovremo pazientare ancora un po', ma ne varrà sicuramente la pena.

andrea

Afae

01-01-2018 14:01

tags: afae, werner gasser, franzmagazine,

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Una bellissima fotografia di Werner Gasser della serie "Afae" ha trovato il suo spazio in casa...
Da un articolo pubblicato su Franzmagazine nel novembre 2016, in occasione dell'esposizione presso la 00A Gallery di Merano: "Termine latino dall’etimologia incerta, Afae, nell’accezione di “polvere” è il titolo scelto da Werner Gasser per l’ultima mostra del calendario della 00A Gallery di Merano. Con un lavoro accostabile a quello della fotografia archeologica, il fotografo meranese ritrae una ricca dimora della cittadina termale, mentre si trova nel subbuglio del suo riassetto, in vista di una futura apertura al pubblico. Oggetti e arredi, come reperti, si trovano dove sono, senza concessione di posa in favore di camera".

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Inaugurata "corti_circuiti"

17-12-2017 21:47

tags: dodiciarchitettura, corti_circuiti,

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Ringrazio di cuore Stefania, Alice e Marco per avermi offerto l'opportunità di esporre le mie fotografie presso il loro bellissimo studio DoDiCi.
Ma devo anche ringraziarli per avermi dato l'opportunità di tornare a Brescia e di ritrovare molti amici che da troppo tempo avevo perso di vista. Vi assicuro che è stata un'emozione al quadrato.
Ho trovato molto interessante e stimolante questo connubio tra fotografia e architettura, intesi come processi creativi: quello fotografico e la progettazione. Anche con la fotografia ci troviamo di fronte ad un foglio bianco, quadrato o rettangolare, e dobbiamo fare delle scelte per gestirne all'interno oggetti, spazi, linee e punti, colori e ombre. E dobbiamo anche scegliere cosa includere nel foglio e cosa lasciare all'esterno. Dobbiamo fare scelte tecniche (strumenti e mezzi), a volte legate alle necessità, a volte dettate da una predilezione puramente affettiva e istintiva.
Apparentemente, esiste una differenza sostanziale tra una fotografia e un progetto: la fotografia "disegna" ciò che è, un progetto è un disegno di ciò che sarà. In realtà i punti in comune sono notevoli e quello più evidente è rappresentato dall'immaginazione che si insinua in diverse fasi, in differenti momenti dei due processi.
Ci vuole un po' di immaginazione anche per interpretare il titolo di questa esposizione: "corti_circuiti". Ha una doppia valenza, un duplice significato.
Il primo riguarda la modalità con cui queste fotografie sono state realizzate: mi piace molto usare la fotografia come metodo di indagine e di studio del territorio, in modo quasi scientifico. Generalmente, quando so di dover passare qualche giorno in una zona che non conosco, scelgo a tavolino un piccolo circuito, un percorso circolare non troppo lungo. Per esperienza, scelgo sempre un percorso lontano dalle mete turistiche, marginale e di confine/transizione (tra il centro e la periferia, tra la periferia e la campagna). Sono generalmente le zone più ricche di elementi particolari, un po' come in ecologia le fasce di ecotono tra ambienti diversi sono quelle più ricche di specie, più resistenti ai cambiamenti, più disordinate e per questo più interessanti. Mi impongo di fotografare esclusivamente lungo questo corto circuito, senza preconcetti e senza un progetto ben definito, lasciandomi sorprendere da ciò che incontro.
Il secondo significato ha a che fare con l'immaginazione, di cui si parlava prima: spesso le fotografie fanno scattare in chi le guarda o in chi le fa, una scintilla, generata da un corto circuito mentale che ci porta a vedere nelle cose ordinarie elementi diversi, surreali o straordinari. A volte basta cambiare prospettiva o livello di scala...e le cose ci appaiono immediatamente con forme e significati completamente differenti.
Foto: Anni Schwarz

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corti_circuiti

30-11-2017 22:10

tags: dodiciarchitettura,

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Venerdì 15 dicembre dalle ore 18:30 alle ore 21:30
DODiCI Architettura
Via Quarto dei Mille, 25128 Brescia
L’approfondimento artistico che quest’anno lo Studio DODiCI propone all’interno dei propri spazi riguarda il paesaggio, materia con la quale il mestiere dell’architettura si cimenta ogni qual volta il progetto richieda una relazione con l’intorno. Lavorare sul paesaggio significa rapportarsi con diverse scale, esercitando quello che Simmel definiva il “sentimento della distanza” e con una materia che è viva, mutevole e connotata da una forte carica identitaria e culturale. Per illustrare questo percorso, abbiamo pensato con Nicola Morandini di proporre una selezione di tre suoi progetti fotografici: Soltanto un chilometro – 2012, Guardrail – 2012, Sudtirolo Amore Mio – 2015, accomunati dalla dimensione quotidiana del paesaggio, scevra di caratteri di eccezionalità. Corti circuiti, luoghi a portata di mano, terreno di progetto e di riflessione estetica.
La mostra resterà aperta anche nei giorni successivi, fino al 28 gennaio, negli orari di apertura dello studio.

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