NICOLA MORANDINI

"Solitudini" di Christian Martinelli

19-10-2019 16:28

tags: Christian Martinelli, 00A Gallery, Solitudini,

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Venerdì 25 Ottobre alle ore 19.00 riapre in via delle Corse 67 (Passaggio Ortner) a Merano la 00A Gallery!
Sorta nel 2016 su iniziativa dell’associazione altoatesina 00A, come spazio temporaneo per eventi espositivi legati alla valorizzazione della fotografia analogica, la galleria intende favorire il dialogo culturale a Merano ed essere un nuovo spazio per d’arte in e per la città.
La prima mostra ospitata nei nuovi locali della galleria sarà "Solitudini" di Christian Martinelli.

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Sulcis Iglesiente

Rientrato da poco da un bellissimo trekking in compagnia dell'amico fotografo Andrea Salvà (qui alle prese con l'impegnativo studio del percorso...). A breve seguiranno alcune immagini.

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Borders - Christian Martinelli

Alcune immagini dell'inaugurazione della mostra fotografica "Borders" dell'amico Christian Martinelli, presso il Foto-Forum di Bolzano. Per maggiori informazioni.

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24x24 - Photo Performance – Davide Perbellini

21-09-2019 14:43

tags: Davide Perbellini, Giorgio Loner, Asfaltart,

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Alcune immagini dell'inaugurazione della mostra dell'amico fotografo Davide Perbellini.

Merano: All'Angolo tra via Galileo Galilei e via Giuseppe Verdi
Meran: An der Ecke zwischen den Straßen Galileo Galilei und Giuseppe Verdi.

Opening 20 settembre_ore 20:00
Eröffnung am 20. September um 20:00 Uhr

La scelta di un luogo, di un angolo all’interno della città. Ventiquattro ore e una fotografia ogni ora. Ventiquattro ore e ventiquattro fotografie durante Asfaltart per una documentazione di questo angolo del mondo. Ventiquattro fotografie apparentemente tutte uguali ma in realtà molto diverse tra loro.
Dal 20 settembre al 4 ottobre sarà possibile rivivere la perfomance, lo spazio urbano e la sua trasformazione nell’arco delle ventiquattro ore attraverso una mostra a cielo aperto in via Galileo Galilei.

Die Wahl eines Ortes, einer Ecke in der Stadt. Vierundzwanzig Stunden und jede Stunde ein Foto im Zuge des Straßenkunst Festivals Asfaltart. Vierundzwanzig Stunden und vierundzwanzig Fotos zur Dokumentation dieser einen Ecke der Welt. Vierundzwanzig Fotos, anscheinend alle gleich, aber tatsächlich sehr unterschiedlich.
Vom 20. September bis zum 4. Oktober ist es möglich, die Performance, den urbanen Raum und seine Transformation in den vierundzwanzig Stunden durch eine Open-Air-Ausstellung in der Via Galileo Galilei nachzuerleben.

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00A... si riparte!

06-09-2019 20:55

tags: 00A, 00A Gallery,

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Dopo l’esperienza espositiva presso la galleria temporanea 00A di Merano, svoltasi nel corso degli anni 2016 e 2017 con l’intento di promuovere la fotografia contemporanea in ambito altoatesino (100 metri quadri di superficie espositiva, nove mesi di mostre a cura di Camilla Martinelli, circa 1000 visitatori ed un notevole riscontro di critica e pubblico), nel corso del 2018 l’Associazione 00A ha concentrato la sua attività nella ricerca di un nuovo spazio espositivo.
La ricerca si è conclusa positivamente, con l’individuazione di un locale idoneo situato in un piccolo vicolo trasversale a Via delle Corse (“Passaggio Ortner 67”) in pieno centro storico a Merano. Il locale si colloca in un vicolo pittoresco della città, lungo il quale si aprono già attività culturali e artigianali (un laboratorio tessile, un corniciaio, un laboratorio di produzione di cioccolata, un laboratorio fotografico ed uno grafico di design). Stiamo lavorando per aprire i battenti verso la metà di ottobre. Stay tuned...

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Borders

Next Opening: Christian Martinelli - Borders
21.9.2019, 11:00 - Foto-Forum Bozen

"Borders" belongs to the 00A cycle of works, a series of a ten-year long project in which the artist uses photography as a means, purpose, or witness to express themes important to him.
"The long strip of sand" that Pier Paolo Pasolini created in 1959, portraying Italy from Ventimiglia to Trieste, is a source of inspiration for the solitary six-month journey that Martinelli has undertaken. Over a five-year period, he traveled about 20,000 kilometers, returning the entire circumnavigation of Italy through 70 monotype images.
The images are obtained by using "the Cube", an object which is both a camera, designed by the artist, as well as an installation work that captures and reflects the landscape at the same time.
"Borders" is born from the need that the artist has to deal with the theme of belonging to a territory; as the animal marks "its" space, delimiting its own boundaries, so does the human being, by drawing lines on geographical maps. The symbolic act of positioning "the Cube" within the landscape on the border becomes a way for the artist to trace his passage.
Martinelli does not conceive the border as an "end", rather as a "beginning" and he represents it with images in which its lines blend together.
By using long exposure times, the horizon line dissolves creating a continuum between the features of the morphology of the real landscape.
Unlike Pasolini, Martinelli shifts the attention from an anthropological context to the natural one of the "borders". It is therefore not a documentary representation of places, but a reflection, an intimate research on the poetics of the landscape. The artist returns images with infinite shades of color, more similar to a painting than to a photographic image. Like the abstract oceans of William Turner also the images realized by the artist are unique and unrepeatable works.

Carla Cardinaletti and Christian Martinelli

Foto-Forum Bozen
Weggenstein-Straße 3F
Bozen, Trentino-Alto Adige, Italy

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Hope

22-07-2019 17:08

tags: salzburg, salisburgo, hope, aigen,

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Nel corso di uno dei miei "corti_circuiti" nei dintorni di Salisburgo, sono stato attirato da un bell'edificio circondato dal verde, all'interno di un quartiere residenziale. Ho deciso di avvicinarmi, spinto dalla curiosità, rendendomi conto che si trattava di una casa abbandonata. Progressivamente, mi si aprivano davanti agli occhi dettagli sempre più intriganti. Da un buco nel muro sono riuscito ad entrare nell'edificio, scoprendo tre piani di angoli meravigliosi. Probabilmente, si trattava di un'abitazione di servizio di un piccolo vivaio con annesso negozio per la vendita al dettaglio di piante e prodotti per il giardinaggio. Per anni la casa è stata utilizzata dai ragazzi del quartiere. Tra tutte le scritte presenti sui muri, in ogni stanza, una si ripeteva con grande frequenza: HOPE... speranza.

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Dunkelkammer

03-05-2019 22:47

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Ultimati i lavori per la mia nuova microcamera oscura (2mx1m), una meraviglia!

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Ventichilometridipaura

Il nuovo album del Ducoli con il Collettivo PLK. Uscirà il 13 aprile e sarà presentato al Piccolo Teatro Libero di Brescia.
Comunque vada, è sempre una grande gioia collaborare con il Ducoli.

Ducoli e il Collettivo PLK: 20 chilometri di paura musicale.
Perché di un disco così? Cosa c'entra nella produzione del Ducoli? Lui è sempre stato un “selvatico”, uno fuori dagli schemi, ma qui sembra uno davvero perso per sbaglio. Allegate al demo di preascolto una sola riga di descrizione: «Dimmi cosa ne pensi, a me piace.»
Primo impatto: una pacchianata. E poteva anche esserlo, almeno nell'idea, ma questi PLK (?) si sono messi a giocherellare con moog, farfise, pianetti vari, oscillators, sintetizzatori e altre cose così, quasi a voler suggerire arrangiamenti pensati che, tuttavia, sembrano addirittura ridicoli.
Secondo impatto: perché cantarlo alla «ducoli», ma con suoni che non sono suoi? La sua voce, in brani come Apprendista alchimista e Medici malati, si conferma come una delle più ricche di personalità in questo povero panorama italiano (sempre più ricco di grandi maestri di dizione e pessimi studenti di grammatica), ma suona fuoriluogo. E la cosa diventa ancora più evidente in un brano come La musica dell'estate, con il benaugurante verso finale “io non voglio più cantare”… un’apparente hit estiva cantata con strane e fuorvianti sfumature bluesey (un melange di critica, amarezza, ironia, rabbia e dolcezza, che mette solo confusione).
Terzo impatto: cosa vuole raccontare questo album? Ci rinuncio. Brani come Gaia, una sorta di grido ecologista più o meno sostenuto, che sembra fare il verso al secondo Battiato, ma anche al Gabriel di Biko, o come Il consumo del suolo, un malriuscito Garbo con garbo, o un’assolutamente infausto Faust'o, hanno il chiaro obiettivo di denuncia sociale, ma il problema sta nel fatto che non si capisce da che parte stiano questi PLK: stanno accusando o si autoaccusano?
Quarto impatto: ci sono cose superlative, ma non è sufficiente. Mario gregario e L'ultimo stronzo potrebbero stare benissimo nei dischi ‘70 di Jannacci, ma sembrano collocarsi meglio negli scatoloni d’autogrill. Ma forse è proprio perché in quegli scatoloni ci si trova anche la “platinum” di Enzo, che hanno voluto mettercisi anche loro (protesta? presunzione? sconfitta? boh?).
Ultimo impatto: disco bocciato. Le canzoni Il sopravvissuto e Il pericolo sociale, una sorta di primo e secondo capitolo di tutto quello che credo si voglia raccontare in questo disco, sono blande, mollicce, ammuffite. Sembrano essere più un “j'accuse” allo zola, che un vero e proprio atto d'accusa alla Zola.
Chiusa: perché 20 km di paura? Un tentativo lirico, forse kubrickiano, che sembra peggiore dei terrificanti tentativi dei nuovi “eroi” dell'indie italiano. L'unica cosa che mette davvero paura in questo album è la descrizione della piattezza della società attuale, peraltro osservata dall'interno, dalla stesa parte dei “cattivi”. Sembra quasi un'ammissione di complicità che tutti noi, volenti o nolenti, avremmo nei confronti di un mondo che ha sempre meno cose buone da salvare. E poi perché autoeleggersi ad ultimi stronzi per poi suggerire che, in una classifica dei migliori coglioni, essere arrivati ultimi può non essere un brutto risultato?
Alla fine di tutto: ricordando che si tratta del primo album del Ducoli in cui non c'è traccia di romanticismo, almeno nel senso più immediato del termine, forse l'unico aspetto importante è che non serve scomodare Garbo, Battiato o Faust'o, proprio perché questo disco ha una sua identità ben specifica… Ed è il Nulla.

(Maximilian Dutchman. RockGuru n. 2812. Lisbona, 11 marzo 2019)

Oggi si passeggia tra cemento e silenzio
Oggi non si sente il rumore
Voglio stare solo … perché voglio fumare
Perché oggi mi respiro il pensiero

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Presentazione del libro 700xM: una retrospettiva sul 2017

Nel 2017 la città di Merano ha festeggiato il 700° anno dal suo primo ordinamento civico e ora un libro dal titolo "700xM - Merano si festeggia" vuole ricordare questo evento. La presentazione ha avuto luogo giovedì 6 dicembre alle ore 18.30 al Pavillon des Fleurs.
La pubblicazione - graficamente curata dall'artista Ulrich Egger su incarico del Comune - raccoglie la documentazione dell'intero programma delle manifestazioni e rende onore alle molteplici e variegate attività con cui le meranesi e i meranesi hanno dato forma a quest'anno di festeggiamenti e di riflessione.
Tra i progetti presentati figura anche lo 00A Photography project, in cui ventuno spazi destinati alle affissioni pubbliche collocati tra via Otto Huber, via Karl Wolf, via Verdi e via Galilei a Merano, hanno ospitato dal 1 al 13 maggio 2018 le opere fotografiche degli artisti Ulrich Egger, Werner Gasser, Elisabeth Hölzl, Nicola Morandini, Andrea Salvà, Karin Schmuck, Benno Simma, Simon Perathoner, Riccardo Previdi, Anuschka Prossliner.

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Guido Guidi - Per strada

25-11-2018 11:43

tags: Guido Guidi, Per strada, librio fotografico, Mackbooks,

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Era...per strada! Ma ora è arrivato, l'ultimo libro fotografico di Guido Guidi. Per tutta la sua carriera Guidi (1941) è stato sempre attratto da ciò che è lontano dai centri storici, dai panorami da cartolina. La sua è una ricerca sul paesaggio che prende vita nelle periferie e nelle campagne, tra i segni lasciati dalle persone, dal lavoro agricolo, dalle fabbriche e dalle attività commerciali. Guidi è interessato a un paesaggio immerso nella quotidianità, unico luogo in grado di spingerci a mettere da parte stereotipi e preconcetti e superare i nostri limiti. “A un certo punto mi sento spinto a uscire dalla mia stanza, come succede al protagonista di Falso movimento, che rompe la finestra ed esce di casa” racconta il fotografo, e aggiunge “Io esco e cosa trovo? Una casa, un portone, una donna che passa o che mi chiede qualcosa”.

Il viaggio di Guidi lungo la via Emilia è raccontato nel libro Per strada, pubblicato a novembre da Mack, e suddiviso in tre volumi. Alcuni di questi scatti sono già apparsi in Due fotografi per il teatro Bonci, libro del 1983 realizzato con il collega Luigi Ghirri e nella storica mostra Esplorazioni sulla via Emilia del 1986, curata sempre da Ghirri.

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Terminata la mostra "corti_circuiti"

18-11-2018 20:38

tags: dodiciarchitettura, corti_circuiti,

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E' già passato un anno! Oggi, a malincuore, abbiamo smontato la mostra "corti_circuiti", ospitata per un anno intero dagli amici Stefania, Alice e Marco nel loro studio di architettura DODiCI a Brescia. E' sempre un momento molto particolare quello i cui si staccano le fotografie da una parete e le si impacchetta per il trasporto (in questo momento sono di nuovo a casa a Merano), a maggior ragione quando queste fotografie sono state parte di un luogo per un periodo così lungo. Grazie ancora di cuore per questa bellissima opportunità!

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A las cinco de la tarde

27-10-2018 23:02

tags: Trasloco, giardineria comunale, merano, via innerhofer,

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Domenica 2 settembre 2018, alle cinque della sera...Il giorno successivo sarebbero iniziati i lavori di abbattimento della storica sede della Giardineria comunale di Merano, per lasciare posto alla costruzione della nuova casa di riposo dell'Ordine Teutonico, ovvero un piccolo ospedale con centocinquanta posti letti per lungodegenti, ambulatori, spazi comuni ed un garage interrato con 150 posti auto. La Giardineria comunale si è dovuta trasferire, queste fotografie sono una sorta di lamento funebre, una testimonianza di uno storico spazio fatto di uffici, di serre, di magazzini, ma soprattutto di persone che in quest'area hanno vissuto e lavorato per decenni, entrando in simbiosi con lo spirito ancestrale del luogo. Restano solo le tracce di questa attività, nelle cose abbandonate di proposito, in quelle dimenticate nella fretta del trasloco oppure in quelle rimaste nascoste per anni.
La cura del verde della città prosegue senza sosta, siamo in buone mani; in una nuova sede più confortevole, certo, ma meno affascinante di questa vecchia signora.
Qui potete vedere l'intera serie.

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